Dall’acquedotto romano all’alta moda, il tutto molto… Rinascente


Il periodo è indubbiamente quello dei saldi, quindi nell’articolo si troveranno principalmente informazioni su un centro commerciale. Per nulla al mondo vorrei che le aspettative si riducessero, però meglio essere sinceri da subito e dire che non ci saranno le novità su vestiti o scarpe scontate e neppure verranno citate le super offerte su borse e cellulari; si parlerà piuttosto di come è organizzata internamente la nuova Rinascente di Roma.

L’edificio si trova in pieno centro storico in via del Tritone, molto vicino alla Fontana di Trevi e piazza di Spagna; dopo 12 anni di lavori e 250 milioni di euro di investimento, quando qualcuno forse aveva già perso le speranze e qualcun’altro si rassegnava a continuare a fare acquisti all’analogo store milanese, ecco risorgere un complesso di  14.000 mq complessivi. Rinasce dalle ceneri di altre costruzioni risalenti a epoche diverse e occupa un lotto che precedentemente ospitava un edificio di proprietà dell’INA risalente agli anni trenta del Novecento, del quale è rimasta la facciata, che dopo essere stata ridisegnata da Vincent Van Duysen , è diventata il fronte principale del nuovo centro commerciale e comprende 96 finestre e sette vetrine con esposti i manichini scultura. Inoltre il progetto ingloba anche un piccolo stabile chiamato “Palazzetto”, anch’esso diventato parte integrante e suggestiva dell’architettura espositiva.

Ciascun piano della Rinascente è dedicato ad uno specifico settore merceologico. Si sviluppa in 6 livelli fuori terra organizzati attorno ad un cavedio centrale su cui si affacciano i negozi; la luce si diffonde prevalentemente dall’alto da un lucernario. Partendo da oggetti di design, accessori, collezioni, profumerie si arriva infine alle due ampie terrazze ricche di proposte ristorative; internamente invece sembra di essere contenuti in una griglia regolare che inquadra le gallerie commerciali e definisce la copertura.

Indubbiamente in seguito alla ristrutturazione l’opera si presenta in perfetta armonia con il contesto cittadino che la circonda, ma forse dal punto di vista urbanistico si mimetizza fin troppo in un isolato che obiettivamente è centrale e trafficato. Soprattutto per quanto riguarda il problema dei parcheggi e del flusso veicolare, via del Tritone pare poco idonea e altrettanto insufficiente è lo spazio di accesso dal lato del secondo ingresso del magazzino. Considerata l’elevata importanza commerciale dell’edificio, è riposta certamente grande fiducia nella clientela dei pedoni.

Tra tutti i tesori che la Rinascente contiene, però quello più prestigioso si trova al piano interrato. Infatti durante gli scavi per la ricostruzione è stato scoperto un intero tratto di città romana. I ritrovamenti si estendono per un’area di circa quattromila metri quadri ed includono mosaici raffiguranti figure mitologiche, sirene, pesci e nodi di Salomone, pavimentazioni in marmi policromi, capitelli e  iscrizioni; molto probabilmente si tratta di un impianto termale (balneum) del IV d.C. Inoltre sono stati riportati alla luce i resti di due acquedotti e della Salaria Vetus, lungo la quale era abituale costruire monumenti funerari e sepolcri come strumento di propaganda celebrativa oltre che di commemorazione funebre (I a.C.). Poi sono anche state ritrovate insulae e tabernae di prima e media età imperiale e una domus signorile di cui è rimasto anche uno stibadium (triclinio dove i ricchi mangiavano). Uno dei due acquedotti sopra citati, “l’Acqua Virgo”, è tra i più importanti dell’antica Roma: queste quindici arcate interessano per sessanta metri solo il muro di cinta del palazzo dalla parte interna e risalgono ai tempi dell’imperatore Augusto, quando nel 19 a.C. suo genero, il console Agrippa, fece arrivare l’acqua corrente fino al Pincio e al Pantheon.Tutto ciò non è visibile da fuori.

Marta Baumgartner, funzionaria archeologa della Soprintendenza, insieme a Claudio Silvestrin e Giuliana Salmaso, dal 2013 ha seguito il progetto di recupero e conservazione dei resti riemersi. Dopo un aumento dei costi non previsto e lo slittamento di due anni della fine programmata dei lavori, l’area archeologica, attualmente posta sotto tutela, è diventata visitabile all’interno del centro commerciale. Buona parte delle strutture, ad eccezione dell’acquedotto, sono state reinterrate e vengono raccontate attraverso videoproiezioni. La ricostruzione virtuale grazie al videomapping, le visite guidate e gli eventi colorano questa  cripta archeologica cercando di colmare la ovvia mancanza di relazione tra gli ambienti sovrastanti e le forme originarie dei ritrovamenti. Forse è solo l’utilizzo del travertino nelle gallerie superiori, che richiama i caratteri visivi e architettonici dell’area d’intervento.

Nei sotterranei della Rinascente quindi, qualunque cliente certamente non si potrà più considerare tale, ma diventerà piuttosto un visitatore, che per fortuna o sfortuna, potrebbe anche trasformarsi in uno spettatore di quelle riproduzioni simulate. Speriamo che a stupirlo non sia soltanto la tecnologia ma anche quello che vi sta dietro, cioè un pezzo di storia romana ricco di significati;  molto spesso infatti è proprio vero che tutto ciò che luccica non è necessariamente oro, a volte capita ancora di trovare l’oro scavando sottoterra.

di Michela-Alessandra Madiotto

 

 

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