Gli strumenti dell’architettura. Parte: 1


Tutto comincia con una mano che traccia un segno, l’atto di trasformare, tradurre o ridurre una visione in un insieme di linee. Perché finché il progetto è sospeso nel mondo delle idee è privo di dimensioni, proporzioni e dettagli, di tutti quegli attributi di cui ha bisogno per trasformarsi in architettura. Senza (di)segno il progetto è solo un’ ombra.

Quindi tutto comincia con una mano che traccia un segno. O meglio cominciava. Nel nostro tempo digitalizzato, ogni atto del progettare passa per una sua traduzione virtuale, un software specifico da dominare per non esserne dominati. Una recente statistica di “black spectacles” riporta che solo il 4% dei maggiori studi internazionali di architettura richiede ai nuovi assunti di saper disegnare a mano. Da questa statistica partirà la nostra esplorazione fra i software più utilizzati. Alcuni hanno trasformato la nostra idea del progettare, altri hanno consentito di trasformare in architettura corrente progetti fino a vent’anni fa inimmaginabili.

 

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Black Spectacles Annual Software Study: Software you need to get a job in 2017.

 

Le prime due posizioni della classifica sono dominate dai due software più diffusi per la modellazione e il disegno architettonico: Revit è richiesto dal 78% degli studi presi in esame, AutoCAD dal 57%.

La differenza fra i due software di casa Autodesk risiede nell’approccio alla rappresentazione. I software tradizionali come AutoCAD mantengono la logica tradizionale del disegno: si tracciano linee o si modellano geometrie che rappresentano un oggetto, ma è chi guarda il disegno a interpretarlo per ricavare informazioni come la larghezza di una finestra o la profondità di un muro. Revit, al contrario, usa un approccio BIM: modellando l’edificio non si tracciano semplici geometrie, si creano oggetti. Si crea un muro o un solaio virtuali di cui il software conosce ogni proprietà: dimensioni, spessore dei vari materiali che lo compongono, si inserisce una finestra o dei plinti di fondazione che il software riconoscerà in quanto tali. La ragione principale del successo del BIM risiede nella collaborazione: progettisti, strutturisti e impiantisti possono lavorare sullo stesso modello 3D aggiungendo informazioni e oggetti; dal modello è possibile estrapolare informazioni,  piante, prospetti e sezioni che saranno sempre fra loro coerenti.

Nella seconda parte esploreremo gli altri software che a vario titolo trovano nel mondo dell’ architettura.

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