Parigi sotterranea


215 km di binari, 14 linee ferroviarie e 303 stazioni. La metropolitana di Parigi si conferma una delle più importanti reti di collegamento urbano a livello mondiale. Sono circa 4 milioni al giorno le persone che transitano lungo le vie della Parigi sotterranea: cittadini, turisti, studenti e lavoratori attraversano le numerose stazioni molto spesso ignari del valore di ciò che li circonda.

La prima linea della “metrò de Paris” venne aperta il 19 luglio 1900, in occasione dell’Esposizione Universale e contava solo 8 fermate. Le stazioni erano semplici, ampi spazi voltati e rivestiti di piastrelle bianche in maiolica, scelte per far risaltare la debole luce elettrica delle prime lampade. Da allora le linee ferroviarie sono in continua espansione e rinnovamento. La necessita di collegare la metropoli alle zone limitrofe, sempre più abitate rispetto al centro storico, associata all’innovazione tecnica ha comportato negli anni un aumento notevole della comunicazione per vie sotterranee, ottima alternativa al sempre più congestionato traffico automobilistico. Ad oggi la forte espansione territoriale si è ridimensionata lasciando spazio a interventi di riqualificazione relativi alla sicurezza e all’automazione dei mezzi.

Le stazioni della metropolitana di Parigi, oltre ad essere un ottimo strumento al servizio della città, sono state negli anni esempio di fusione tra arte, architettura e tecnica.

Si pensi alle edicole di ingesso progettate dall’architetto francese Hector Guimard, nei primi anni del 900: elaborate e voluttuose strutture in ferro battuto e vetro divenute icone senza tempo e luogo di visita da parte di molti turisti ed appassionati.

Una delle fermate storiche sottolineata da questa tipologia di accesso è la stazione di Abbesses, una delle principali tappe per chi tutt’ora frequenta il quartiere di Montmartre. Inaugurata nel 1912, presentava una decorazione molto elaborata sia all’esterno espressa dalle strutture in Style Guimard che all’interno arricchita da affreschi e piastrelle di maiolica. Questa matrice artistica è stata mantenuta, nonostante le ristrutturazioni con linee maggiormente moderne degli anni ’50, riportando sulle pareti delle originali scale a chiocciola dipinti e graffiti contemporanei.

Più recente e insolita è la stazione Arts et Métiers che si trova in corrispondenza dell’omonimo museo, nelle vicinanze del cuore culturale della capitale francese. La stazione è stata progettata nel 1994 dallo scenografo belga Schuiten per celebrare i temi dell’innovazione tecnologica e scientifica. Scendendo le scale, si ha l’impressione di entrare nel sottomarino Verniano di 2000 leghe sotto i mari: l’ampio spazio voltato ricoperto interamente di rame e gli oblò ai lati della banchina creano una atmosfera al limite tra realtà e finzione. Il design è studiato in ogni minimo dettaglio, dalla forma delle decorazioni che ricordano ingegni meccanici al colore delle attrezzature di servizio.

E poi ancora si potrebbe parlare dei meravigliosi affreschi di “Bastille” o della integra riproduzione della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino sulle piastrelle della “Concorde” e di tante altre opere che arricchiscono le fermate metropolitane di Parigi.

Insomma pare che la tendenza sia rendere le stazioni metropolitane non solo semplici luoghi di passaggio, ma veri e propri ambienti di sosta e attrazione dove bellezza e praticità coesistono per addolcire la frenetica vita di città.

Elena Forapani

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