Ripensando Pilastro – Urbanistica 2016/2017


Più della metà degli abitanti del nostro pianeta vive in uno spazio urbano, più di tre miliardi e cinquecento milioni di persone che plasmano e sono plasmati quotidianamente dal più grande e complesso segno della presenza umana sulla terra. Basterebbe il peso di questi numeri per sentire e non solo capire l’importanza di una riflessione sulla città, specialmente in un tempo in cui l’onnipresenza del digitale e del virtuale, rinnova in molti l’urgenza di una riappropriazione dello spazio fisico.

Noi che avremo il compito di dare forma a questo spazio abbiamo anche il compito di immergerci in questa complessità e provare a districarla, e comprendere a fondo la relazione fra gli spazi e le funzioni ma ancora più a fondo quella fra gli spazi e le comunità, il potere economico e la vita delle persone.

Nell’ aa 2016/2017 sotto la guida del prof. C. Monti, nel nostro primo confronto con l’Urbanistica siamo partiti dalla fine, dai margini. Dalla zona del Pilastro, laboratorio sperimentale delle teorie funzionaliste, che nel suo lungo percorso da ghetto per gli immigrati meridionali a ghetto per gli immigrati extracomunitari, ha poi trovato un riscatto economico, ma non sociale. Il nostro compito? Progettare un quartiere che ricucisse le distanze e il vuoto suburbano e desse forma a una comunità.

Questi i risultati:

di Alessandro Mintrone

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