FUSION a3


Il corso di Architettura e Composizione Architettonica 3 affronta il progetto come terreno di esplorazione e innovazione architettonica; l’etimologia della parola progettare implica un atto di proiezione, una capacità o tentativo di intercettazione (predizione) o di immaginazione (speculazione). Il corso rinuncia ad una prospettiva di tipo predittivo (il tipico “problem solving” che ha caratterizzato il periodo moderno) per una di tipo speculativo (proiezione di scenari possibili), in quanto il limite della prima è di essere contestuale al problema e quindi fortemente limitata nella portata delle soluzioni che offre – le quali diventano puramente circostanziali quando non ovvie (ovvero non necessitano di progetto). Questa prospettiva non è relegata ad un puro esercizio stilistico di astrazione concettuale ma affronta con eguale attenzione gli aspetti tecnologici, costruttivo-materiali, spaziali e socio-culturali i quali, in una rete di relazioni emergenti tra sistemi, si intrecciano influenzandosi mutualmente. Gli strumenti hanno da sempre definito lo spazio delle possibilità del progetto, all’interno del quale la nascita di nuovi modelli spaziali ha promosso nuove abitudini e rituali socio-culturali, quanto l’evoluzione della struttura delle relazioni sociali ha influenzato l’evoluzione e/o la caduta dei precedenti. All’interno di questo framework teorico il ruolo del progetto è quindi quello di elaborare scenari futuri, o meglio terreno o playground sul quale questi scenari si dipanano; a questo scopo vengono predisposti una base sulla quale operare ed una tematica (o lente operativa) che determini come il percorso progettuale mantenga rigore nel procedere e coerenza intrinseca nell’esplorazione aperta delle possibilità del progetto.

. la base parte da una tipologia intesa in senso evolutivo: non come voce di un catalogo fisso ed immutabile ma come un soggetto che si distingue a partire da un ecosistema (fisico-ambientale quanto socio-culturale – due aspetti interconnessi che si influenzano vicendevolmente con dinamiche complesse e non-lineari) e con il quale si mantiene in tensione dinamica – è in questo senso cruciale specificare come le forme di classificazione vengano qui intese come poli di orientamento o gravitazionali, capaci di influenzare o attrarre/respingere e anche subire mutazioni e cambiamenti;

. la tematica è lo strumento attraverso cui interpretare la possibile evoluzione della tipologia all’interno dell’ecosistema contemporaneo, non definisce un obiettivo ma un modo di muoversi all’interno dello spazio delle possibilità

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Gustave Rives – Scalone Centrale, Grands Magazins Dufayel, Paris, 1895-1900

FUSION è la tematica affrontata per l’anno 2015-16. La fusione è un processo irreversibile che crea un nuovo insieme, irriducibile alle parti da cui si è iniziato; il composito finale esibisce anche proprietà non presenti negli elementi iniziali o nella loro semplice somma. A differenza dell’assemblaggio, le parti costituenti non sono più individuabili né separabili una volta che il processo si è concluso. Il tema non viene affrontato come metafora, simbolo o ad un puro livello rappresentativo (non è un “concept” che produce una immagine specifica), ma impiegato in qualità di lente operativa utile a costruire in modo coerente i processi progettuali, mantenendo rigore procedurale e apertura negli esiti.

La tematica principale include sia le formazioni materico-spaziali che si configurano, sia le mappe di possibili funzionalità (imposte ed emergenti) che su queste si possono innestare. La costruzione delle relazioni tra aspetti morfologici e logiche operative di un sistema (o più semplicemente tra morfologia e fisiologia) è il modo in cui viene intesa la tettonica di una architettura. A partire da una rilettura contemporanea, le categorie di Gottfried Semper (intese come categorie comportamentali: quando si parla di struttura si intende il comportamento strutturale, non necessariamente una categoria di elementi quali pilastri, travi, solai, etc.) vengono reinterpretate sotto questa lente, connettendo massing, circolazione, struttura, superficie, ornamento, esperienza cercando di fonderle (struttura e circolazione, massing e ornamento) per esplorare le possibilità dei nuovi amalgama che ne scaturiscono.

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Christian Keretz – Swiss-Re project (unbuilt) – fusione di circolazione e struttura

La base è una reinterpretazione del flagship store: nella loro evoluzione storica gli spazi dedicati alla vendita sono passati dall’offrire commodities (beni, nella loro accezione primaria) al fornire esperienze. Questo aspetto fondante viene sviluppato ed ampliato elevando il complesso architettonico ad una dimensione ed una integrazione più profonda con i rituali del quotidiano e della vita contemporanea. Il nucleo del progetto ruota intorno al caffè: avendo avuto l’interesse di Filicori Zecchini il nuovo complesso ideato dovrà contenere un caffè e uno spazio vendita e degustazione per caffè, the e cioccolata, inserendolo allo stesso modo in cui uno scrittore inserisce il tema portante del proprio romanzo: resistendo la tentazione di declamarlo in modo esplicito ma implicandolo, facendo sì che si trasmetta sotto pelle ma proprio per questo resti inconsciamente e in modo più profondo e permanente, una sostanza che diventi parte del metabolismo stesso.

Il contributo del gruppo di assistenti si è rivelato fondamentale per un approccio corale al tema, in quanto ha consentito di avere una gamma eterogenea di interpretazioni, approcci e risultati (pur se gravitanti nell’orbita della tematica generale) la cui diversità costituisce non incongruenza ma ricchezza. I progetti qui presentati ne sono una testimonianza eloquente.

Criteri Iniziali

Il lotto non è localizzato in un ambiente particolare – lo scopo didattico di questa scelta è evitare che il progetto si riduca a pura reazione ad un contesto, concentrandosi invece su qualità intrinseche del progetto stesso.

Ogni gruppo ha avuto un lotto, il cui orientamento è stato arbitrariamente assegnato, scelto tra:

. un lotto in linea 25×35 metri (lato affaccio strada 25 m, chiuso su 3 lati)

. un lotto d’angolo 25×25 metri (chiuso su 2 lati)

Vincoli

. minimo di 5 livelli per lo store di cui almeno un livelo interrato

. nessun limite al numero massimo di livelli

. nessun limite in altezza

. nessun limite al numero di livelli che è possibile realizzare in interrato

. altezze minime: locali vendita e principali 3.50 m, spazi accessori senza presenza costante di persone 2.40 m

. il livello del terreno del lotto è interamente modificabile

. non è possibile eccedere le proiezioni verticali dei confini del lotto

. le pareti confinanti con il lotto sono cieche

. non occorre realizzare parcheggi

. links & contacts

Alessio Erioli – sito web istituzionale

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a3 facebook page

a3 FUSION projects gallery

Architettura e Composizione Architettonica 3

Scuola di Ingegneria e Architettura, Università di Bologna

Prof.Ing. Alessio Erioli

staff

Niccolò Amaducci, Nada Balestri, Massimiliano Cantalupo, Claudia Cognigni, Marco De Luigi, Andrea Luccaroni, Roberto Tranquilli

con l’aiuto di Matteo Forlani

 

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