BRIDGING – la casa e il ponte


Esercitazione del corso di Architettura e Composizione architettonica I – 2016/17

prof. Annalisa Trentin

Nel ritenere l’architettura sintesi di un processo culturale dal valore di permanenza di alcune forme archetipe e non come processo naturale di descrizione e rappresentazione dei bisogni che la originano, l’esercitazione BRIDGING – la casa e il ponte è stata sviluppata nella convinzione che il progetto necessiti di un lavoro conoscitivo, in cui lo studio della teoria e dell’opera esemplare di alcuni maestri diviene presupposto per la comprensione del pensiero contemporaneo. Un presupposto necessario nella formazione di un personale processo ideativo, fondato su un insegnamento dell’architettura basato sul ricorso a forme e tipi tramandati dalla storia, a quel “già fatto” considerato sia nella sua dimensione unitaria, sia come insieme di parti analizzabili secondo elementi costitutivi, organizzati seguendo un preciso ordine dettato dalle regole della composizione.

L’attività svolta dagli studenti del III anno nel corso di Architettura e Composizione architettonica I – corso di laurea in Ingegneria edile Architettura dell’Università di Bologna, privilegiando gli aspetti strutturali del progetto, si è focalizzata sullo studio di selezionate opere d’architettura, caratterizzate da un forte accento riconducibile al tema del ponte: BRIDGING. Ciò che potrebbe essere visto come un criterio formale vuole invece essere un elemento di unione tra architettura e ingegneria, tra costruzione e progetto, andando a definire un ponte tra le due discipline, delineando l’orizzonte culturale attraverso la conoscenza delle teorie della composizione e della concezione strutturale, elementi caratterizzanti le architetture analizzate.

Le case selezionate rappresentano quell’architettura residenziale che, esulando da riduttivi rimandi di tipo storico o modernista, tendono a dimostrare il valore assoluto di alcuni principi formali a prescindere da definizioni ingenuamente stilistiche.

L’esercitazione rappresenta una fase di tipo conoscitivo basata su una lettura critico/analitica, finalizzata, attraverso il ridisegno e la ricostruzione tridimensionale, alla comprensione delle regole, delle proporzioni, della geometria e del sistema strutturale. Lo studente, individuando parti ed elementi costitutivi delle architetture e ripercorrendo le scelte che hanno condotto all’applicazione di tali elementi, ha verificato il passaggio dai principi al linguaggio, riconoscendo il progetto come risultato significativo di una costruzione teorica, definibile non attraverso semplici operazioni di invenzione, ma seguendo precisi principi disciplinari. L’assunzione degli elementi grammaticali e sintattici, come acquisizione non tanto di regole quanto di metodo, ha permesso il controllo compositivo di tali elementi, necessari per la definizione dell’intero organismo architettonico.

La lettura attuata attraverso il ridisegno, l’individuazione degli elementi della composizione e la loro restituzione attraverso rappresentazioni tridimensionali assonometriche e attraverso la costruzione di un modello in scala, ha costruito un catalogo delle possibilità per lo sviluppo di ulteriori progetti.

I casi selezionati: R. M. Schindler, Lovell Beach House – 1922-1926; Marcel Breuer e Reginald Stevens, Casa Sea Lane, 1936; Amancio Williams, Bridge House (Casa del puente), Mar de la Plata, 1943-45; Robin Boyd, Casa Richardson (casa a ponte), Melbourne, 1954 e Casa Boyd, Melbourne, 1958; Oscar Niemeyer, Casa Cavanelas, 1954; Mies van der Rohe, Casa Farnsworth, 1945; Lina Bo Bardi, Casa de Vidrio, San Paulo, 1951; Craig Ellwood, Bridge House, CA,1968; Bruno Violi, seconda residenza Violi, Bogotà, 1954; Mendes da Rocha, Casa Gerassi, San Paulo, 1988; Simon Ungers, T-House, Wilton, New York, 1992; Rem Koolhaas, Villa dall’Ava, Paris, 1984, Dutch House, 1992 e Villa a Bordeaux, Floirac, 1994; Mathias Klotz, Casa Reutter, Cantagua Cile 1988 e Casa Ponce San Isidro, Buenos Aires 2001; Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Casa in val di Noto, 2009, indipendentemente dalla collocazione geografica, dal periodo storico e dall’autore, hanno offerto, in modo sufficientemente astratto, uno scenario all’interno del quale è possibile individuare una metodologia progettuale fondata sulla stretta coincidenza tra struttura e architettura, fondata sui principi fondamentali della costruzione, su quelle regole necessarie che permettono all’architettura di sopravvivere al loro tempo.


Si ringrazia la prof.ssa Annalisa Trentin per la collaborazione e il prezioso aiuto

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