56 Leonard NYC: Come costruire un grattacielo


Edarchibo intervista l’Ing. Braganti, studio WSP USA, per capire le realizzazione strutturale del nuovo progetto newyorkese  di Herzog e De Meruon : 56 Leonard Street

Edarchibo-Ingegnere cosa è  56 Leonard Street?

Ing. Braganti-E’ uno dei nuovi landmark di NYC ,un grattacielo residenziale di   821 feet (250 m) presumibilmente pronto nel 2015/2016. Si articola nello spazio come un cubo di Rubrick  dove  aggetti e rientranze modellano l’edifico creando effetti chiaroscurali che permettono la smaterializzazione delle superfici. Non esiste più la tipica scansione basamento facciata e coronamento, tutto si  articola in una forma unica, irripetibile, mai uguale a se stessa . Questo gioco di volumi   permette la distribuzione di 17,000 square feet (1,600 mq) in varie tipologie di appartamenti  adatte per diverse esigenze abitative. Guardando il progetto da un punto di vista ingegneristico , non è stato facile trasformare il progetto  architettonico in struttura, ci sono state molte complicazioni progettuali.

Edarchibo-Cosa intende esattamente  per complicazioni progettuali ?

Ing. Braganti-Partiamo dal fatto che la struttura  è in calcestruzzo: già di per se è una complicazione, quando si costruisce in altezza si privilegia l’utilizzo di strutture  in acciaio, sia  per una maggior resistenza strutturale,sia per una maggior facilità esecutiva. Mentre il primo problema è risolvibile,in parte, con l’ utilizzo di un cls  più resistente rispetto alla media; il secondo, connesso alla gestione del cantiere, ha causato non pochi problemi . Definire casserature e pompe di betonaggio facilmente trasportabili in altezza non è stato facile, abbiamo realizzato un progetto dentro il progetto. Ma il problema più grande è stata l’inamovibilità della distribuzione architettonica. Se si guardano le piante dei vari livelli del 56 Leonard, si nota  che  i pilastri  non sono allineati. Spostarli era un operazione non consentita perché avrebbe alterato tutto l’impianto compositivo stabilito dal team di architetti di Herzog e De Meuron. Per questo si sono studiate soluzioni alternative: abbiamo progettato pilastri a sezione  ovoidale che permettono di trasmettere il carico in diagonale recuperando il gap esistente tra una colonna  e l’altra. Questo è possibile grazie a muri e travi pick-up di dimensioni considerevoli, alte anche un intero piano, che sorreggono le colonne sovrastanti. Soluzione non convenzionale che ha causato un lavoro di ingegnerizzazione arduo: abbiamo dovuto ideare  elementi portanti  mai visti. E’ stata una sfida contro i principi della fisica.

56-leonard-street-7

Appartamento 56 Leonard Street

Edarchibo-Come avete fatto a gestire gli sbalzi, in particolar modo   come siete riuscire a gestire il getto di calcestruzzo in fase di cantiere ?

Ing. Braganti-La criticità maggiore causata dagli sbalzi è stata quella di definire una modalità di getto che rispettasse i tempi di schedulazione previsti .La soluzione più ragionevole è stata quella di gettare prima la torre centrale poi i vari sbalzi  agganciandoli allo scheletro  principale con una connessione a clip. Dalla torre  fuoriescono dei ferri di connessione, mechanical coupler, questi vengono  inseriti nelle relative  aperture presenti nelle travi in calcestruzzo . Il fissaggio definitivo avviene tramite un   particolare  sistema a” jack maschio-femmina” che instaura un continuità materiale  e permette una ottima resistenza strutturale.

Edarchibo-Un progetto così imponente comporta un’  ottima  coordinazione in fase di progetto, come avete fatto a gestire il processo?

Ing. Braganti-56 Leonard è un progetto  che nasce da un’ alta preparazione tecnica e un’  ottima capacità  di sincronizzazione  progettuale. Per ottenere questo  WSP USA  punta molto sul  clima di teamworking tra ingegneri , architetti  e tecnici di settore.

Render 56 Leonard Street

Render 56 Leonard Street

In questo progetto  è stata fondamentale l’interlocuzione tra ingegneri  dell’ area di analisi, e della progettazione delle strutture orizzontali  e  verticali, tripartizione d’obbligo per progetti di queste dimensioni. Di solito per edifici modesti  ( 10-15 piani) il team di ingegneri si occupa allo stesso tempo di  analisi e progetti, ma quando, come nel nostro caso,si devono   costruire  60 piani in altezza è  necessario definire una suddivisione molto più rigida dei ruoli. Questo  permette una maggior accortezza  nella  comprensione dello stato di sollecitazione e nell’ ideazione strutturale. Allo stesso tempo comporta  una difficoltà maggiore di coordinazione. Non tutti sanno tutto  di tutto e serve  un  forte clima di teamworking   per gestire l’intero processo e ottenere un  risultato  in linea con tutte le menti della squadra. Questo modo di agire è stato importantissimo per la definizione delle strutture principali di irrigidimento. Solitamente nei grattacieli  standard (dotati di simmetria e regolarità geometrica in pianta e alzato)  esiste un elemento, il core centrale, che permette la stabilità della struttura ma nel 56 Leonard le cose non sono così semplici. Per questo il team di analisi strutturale ha dovuto svolgere un lavoro molto accorto per capire come, in questo  Jenga di calcestruzzo, le condizioni di  carico  orizzontale e verticale sollecitino la struttura. Da questi risultati sono partiti  gli altri due team: progettazione orizzontale e verticale. Alla fine si  è scelta la struttura a core centrale ma con accorgimenti ad hoc a seconda dei piani . Per essere più precisi dove la sollecitazione è minima è presente solo un nucleo centrale; man dove  lo stato tensionale aumenta,  anche la pelle esterna, in cui sono nascoste  i controventamenti, partecipa all’ aumento della rigidezza  dell’ edificio( sistema outrigger). Altra operazione molto interessante di irrigidimento è stata l’inserzione di una  sorta di fasciatura  che imbriglia l’edifico  e permette  una maggiore compattezza  strutturale. Tutte questo nasce da un ottimo  lavoro di squadra dove la coordinazione  e il dialogo orizzontale tra team  hanno permesso un ottima continuità progettuale.

Edarchibo-Ingegnere quale è la preparazione che uno  studente deve avere per arrivare a  costruire edifici del genere?!

Ing. Braganti-Secondo la mia esperienza ci vuole molta pratica, intendo attività professionale, che deve poggiarsi su solide fondamenta:buone conoscenze teoriche. Per la pratica si deve andare a bottega da un buon maestro e apprendere l’arte del progettare. Per la teoria ci vuole una buona università capace di trasmettere la forma mentis dell’ ingegnere , sicuramente la facoltà di ingegneria di Bologna rientra tra queste.

di Vittorio Cimino

 

Link

http://56leonardtribeca.com/site-intro/

www.stefanobraganti.com 

http://www.wspgroup.com/en/wsp-usa/

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