Building Green Futures, Una Green School per Gaza


Una scuola energeticamente autosufficiente, questo è la nuova sfida che l’Architetto Mario Cucinella sta affrontando a Gaza. Una realtà possibile grazie all’uso di materiali locali e attenzione a scelte tecniche a basso costo. In questa sfida già ardua di per sé, viste le difficili condizioni del contesto, colpisce come lo studio MCA stia cercando dar vita ad una campagna di sensibilizzazione. Idea che è alla base dell’iniziativa Building Green Futures. Abbiamo parlato con l’Architetto per capire meglio di cosa si tratta:

Edarchibo- Building Green Futures .  Cosa è ? Quali le finalità?

Green school, plastico

Arch. Cucinella- Building Green Futures  è un iniziativa, che nasce da un’ esperienza di collaborazione con le nazioni unite,dove è emerso come dentro il panorama del  mondo umanitario  si stia facendo molto poco per la sostenibilità. E’ molto strano perché in paesi in via di sviluppo  il problema non è solo quello immediato della sopravvivenza, ma anche quello ecologico. Infatti se questi paesi seguiranno il modello occidentale si  genererà una richiesta di risorse non rinnovabili superiore a quella disponibile. Mentre è possibile ragionare, fin da subito, in maniera ecosostenibile anche  in questi contesti :come tutti coloro che arrivano per ultimi,  possono avere il  vantaggio  di adottare le ultime tecnologie e quindi fare il salto in maniera decisamente più veloce. La telefonia è un esempio:  nei paesi in via di sviluppo non ci sono le reti telefoniche fisse con i cavi, ma è tutto un sistema di comunicazione via etere, ciò ha permesso il diffondersi della telefonia in maniera molto più veloce di quanto è accaduto da noi tramite filo. Da non sottovalutare è il forte incremento demografico di questi paesi, che porterà all’inevitabile aumento del tessuto urbano, ecco allora che costruire in un modo piuttosto che in un altro può fare la differenza per il futuro.  Il progetto Building Green Futures vuol dire  costruire un futuro in cui questi temi ambientali svolgono un ruolo determinante per lo sviluppo di queste realtà emergenti . Occorre allora ridurre la domanda energetica attraverso l’integrazione con le fonti  rinnovabili, approccio purtroppo  molto carente nel panorama mondiale. La scuola di Gaza entra in questo logica . In particolare abbiamo lanciato l’idea di massimizzare l’impatto socio economico del progetto attraverso un sistema di smart grids collegato alla scuola che permetta di distribuire il surplus di acqua ed elettricità con le case circostanti.

Green School,plastico

Edarchibo- Nel progetto green school  a Gaza Lei intende il progetto non come un processo fine a se stesso ma come un’ occasione per far veicolare conoscenza e cultura? Come è possibile definire una campagna di sensibilizzazione nel merito?

Arch. Cucinella Progettare un edificio in tali condizioni è una grande opportunità. Questi luoghi sono caratterizzati da grande scarsità di risorse,qui  l’architettura può dare una risposta in termini dì qualità. Ciò può avvenire recuperando la capacità, persa nei secoli di costruire con materiali semplici e di porre attenzione  ad elementi ambientali come il flusso dell’ aria, la raccolta delle acque piovane, l’esposizione dell’edificio.  Questo diventa di per sé una prima forma di educazione in quanto  si trasferisce  non tecnologia, ma  conoscenza  del  “saper costruire”, capacità, oggi  purtroppo, sostituita con quella del “dover costruire”.  Così abbiamo ragionato a Gaza, dove  abbiamo  cercato di far capire a  ragazzi, insegnanti, e imprese locali che c’è un altro modo di costruire, una progettazione che ha un enorme contenuto tecnico pur  traducendosi in un edifico a basso contenuto tecnologico.  Ci vuole molto lavoro di investigazione delle performance, ma l’edificio di per sé è  molto semplice quindi la tecnologia è trasferita nella conoscenza e non nell’ impiantistica.

Intervista di Vittorio Cimino e Albero Feraco

link: www.mcarchitects.it/building-green-futures

Schizzo Green School

Schizzo Green School

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