Urban-promogiovani3: viale Risorgimento risponde presente.


Con un progetto di riqualificazione urbana avente come ambito territoriale Pieve di Cento, nota cittadina della bassa pianura bolognese, gli studenti del Laboratorio Progettuale di Architettura Tecnica I, seguiti dai professori Ing. Fabio Paoletti e Ing. Luca Venturi, portano a termine con successo il lavoro iniziato due anni fa dai colleghi americani della Notre Dame University di Southbend (Chicago). 

Marzo 2011. “Si può fare, proviamoci”,  con queste parole è cominciata l’avventura di alcuni studenti del terzo anno di Ingegneria Edile-Architettura di Bologna, in seguito alla proposta del loro professore, l’ingegner Fabio Paoletti – responsabile per l’anno accademico 2010/2011 del Laboratorio Progettuale di Architettura Tecnica I -, di partecipare con The Pieve di Cento Project ad Urban-promogiovani3, il concorso nazionale di progettazione urbanistica aperto agli studenti che si sarebbe tenuto l’autunno seguente tra il 9 e il 12 novembre proprio nel capoluogo emiliano nel corso dell’VIII edizione di Urbanpromo, importante manifestazione organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit.

La storia di The Pieve di Cento Project comincia, in realtà, molto prima, nell’ottobre 2010 in seguito ad una collaborazione tra la Facoltà di Ingegneria di Bologna e la Facoltà di Architettura dell’Università di Notre Dame, nell’Indiana (USA): agli studenti americani è spettato il compito di redigere delle tavole che sviluppassero delle proposte progettuali di riqualificazione urbana di alcune aree situate nell’immediata vicinanza del centro storico di Pieve, aree che attualmente il Piano Strutturale Comunale (PSC) descrive come “Ambiti da riqualificare” o “Aree d’espansione”;   tali aree consistono precisamente nell’attuale impianto sportivo di via Rusticana, l’area industriale ex O.V.A. Bargellini S.p.A. di via Carbonara, l’area industriale Campanini S.p.A. di via Garibaldi e l’area d’espansione situata a sud del centro di Pieve. Il lavoro di progetto è stato preceduto da un’attenta analisi dell’esistente e di quelli che sono i tratti caratteristici che definiscono l’architettura ed i tipi edilizi del centro storico di Pieve; ciò ha fatto che sì le soluzioni finali risultassero ben integrate con l’intorno come se fossero le naturali appendici di un tessuto urbano esistito da sempre. Questo step di lavoro si è concluso il 26 Marzo 2011 con una mostra presso il Museo MAGI’900 di Pieve di Cento, durante la quale sono state esposte le 90 tavole acquerellate redatte dagli studenti americani.

A questo punto si è dato inizio alla seconda fase dei lavori ed è proprio qui che sono entrati in gioco i ragazzi di viale Risorgimento: a loro, infatti, è stato chiesto di raccogliere il testimone lasciato loro dai colleghi americani e approfondire per il loro tema d’esame gli studi urbanistici su Pieve fino al dettaglio costruttivo. Su indicazione dei professori, i vari gruppi di lavoro avrebbero dovuto sviluppare in particolare la prima delle quattro aree sopra citate, quella avente come ambito l’area dell’impianto sportivo comunale che, dal progetto di massima, si sarebbe dovuta trasformare in un “borgo d’artisti” consistente in un complesso di due corti collegate adibite a funzioni pubbliche e private, residenziali e commerciali, e da una nuova piazza centrale creata a ridosso dello Museo MAGI’900, elemento chiave del progetto di riqualificazione.

Di settimana in settimana i lavori sono progrediti, quelli che erano disegni acquerellati si sono trasformati pian piano in modelli digitali precisi e dettagliati. È proprio durante una delle prime revisioni settimanali che ai ragazzi viene comunicata l’intenzione di far partecipare The Pieve di Cento Project al concorso Urban-promogiovani3, con la condizione di trovarsi a luglio, termine ultimo per l’invio della tavola di progetto, con buona parte dei lavori completati.

La notizia viene presa inizialmente con entusiasmo dal momento che il concorso poteva rivelarsi una bella occasione di confronto con i colleghi degli altri atenei italiani. Nonostante ciò, l’entusiasmo iniziale è stato ben presto messo da parte dalle incombenze richieste dai vari esami del semestre cosicché per i primi mesi la questione concorso ha subito una fase di stallo.

L’accelerata finale c’è stata grazie all’iniziativa di un gruppo ristretto di ragazzi che si sono presi l’impegno di raccogliere tutti i lavori svolti dai vari gruppi e farne una sintesi in un’unica tavola di progetto da inviare al concorso come lascia-passare per poter accedere alla fase finale che, come detto, si sarebbe svolta a novembre. La tavola che ne è scaturita è risultata inevitabilmente influenzata dai dettami tipici richiesti da un laboratorio progettuale di Architettura Tecnica: avanzava forse un livello di dettaglio troppo eccessivo per un concorso di progettazione urbanistica, tuttavia la scelta di far comparire nella tavola, oltre che al piano urbano, un forte riferimento all’architettura utilizzata, è nata dalla precisa volontà degli studenti di identificar a 360 gradi il loro progetto con la realtà di Pieve di Cento, un realtà di provincia, legata fortemente alla tradizione e allo spirito identitario delle persone che vivono la realtà del “paese” nel loro quotidiano; una realtà, quindi, nella quale per forze di cose urbanistica e architettura non potevano viaggiare su binari paralleli, ma essere una diretta espressione dell’altra, solamente ad una scala differente.

Questa scelta di layout è stata alla fine premiata: la bozza di tavola inviata a luglio è stata infatti selezionata tra le 15 finaliste. La notizia è stata motivo di grande soddisfazione e orgoglio all’interno del gruppo di ragazzi e docenti, soprattutto per il fatto che ad emanare tale giudizio fosse stata una giuria internazionale composta da quattro personaggi di rilievo nell’ambito della progettazione urbana: Nico Calavita (San Diego University, USA), Christen Bengs (University of Uppsala, Svezia), Alona Martinez Perez (University of Ulster) e lo scozzese Adam Oakley (urban designer).

A tutto ciò si è aggiunto il fatto di poter vedere la propria tavola definitiva esposta al pubblico nella bella cornice di Palazzo Isolani, per tutte e quattro le giornate durante le quali si sarebbe svolta l’VIII edizione di Urbanpromo. Sono stati proprio i visitatori della manifestazione ad emettere il giudizio finale tramite un piccolo referendum che ha decretato, nell’ordine, i seguenti vincitori:

  • Fare Centro. Progetto di rigenerazione urbana per il Centro Storico di Palermo” del gruppo del Prof. Maurizio Carta dell’Università di Palermo, che si è aggiudicato anche il premio speciale della Giuria;

  • A nord di Reggio Calabria: luoghi marginali tra città e campagna, un’identità da riscoprire” di Stella Tripodi, studentessa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria;

  • The Pieve di Cento Project” del gruppo Laboratorio AT1 dei Prof. Fabio Paoletti e Prof. Luca Venturi dell’Università di Bologna

Per la cronaca, a premiare i vincitori è stata Silvia Viviani, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. La premiazione è stata preceduta da un workshop presentato dall’Arch. Francesco Evangelisti del Comune di Bologna, nel quale gli studenti dei vari gruppi hanno avuto la possibilità di dibattere sulle tematiche riguardanti la manifestazione in oggetto.

Con il terzo posto, i ragazzi di viale Risorgimento chiudono così il cerchio aperto tempo prima dai loro colleghi americani.

Nonostante ciò, alcune indiscrezioni rivelano che la storia di The Pieve di Cento Project non sia, in realtà, conclusa qui. Potrebbe esserci un seguito, la strada con Urban-promogiovani potrebbe incrociarsi nuovamente, ma attualmente i lavori sono ancora in corso. Ciò che è sicuro, per il momento, è la mostra che verrà organizzata in primavera al Museo MAGI’900 di Pieve: in questa occasione verranno esposte le tavole sviluppate da tutti i gruppi di Bologna, che vedranno così riconoscersi il giusto merito per il bel lavoro svolto.

Demetrio Romeo

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